Vi presentiamo Truthehole, la macchina fotografica a scala umana.


Truthehole è una delle 23 installazioni partecipanti ad Annecy Paysage, un festival organizzato dal centro culturale Bonlieu Scène Nationale d'Annecy, che si tiene nella cittadina francese dell'Alta Savoia dal 30 giugno al 2 settembre 2018.
Truthehole si configura come una macchina fotografica a scala umana, nella quale i visitatori possono entrare. All'interno, utilizzando il principio ottico della camera obscura, vengono proiettate immagini di ciò che circonda l'installazione – in questo caso un bellissimo parco, il lago di Annecy, le montagne dell'Alta Savoia; queste proiezioni, generate da due fori stenopeici (l'equivalente dell'obiettivo di una macchina fotografica) rivolti in due diverse direzioni, sono per loro natura vive e dinamiche, costituite da un fasci di fotoni che connettono continuamente l'osservatore alla realtà. Affinché l'oscurità sia completa e quindi le proiezioni risultino più vivide, all'interno tutte le superfici sono di colore nero, fatta eccezione per i pannelli bianchi predisposti per far emergere le parti delle proiezioni ritenute più interessanti. Di fatto chiunque entri munito di un foglio bianco può intercettare la proiezione nella posizione e con l'inclinazione che preferisce, sperimentando effetti diversi ed eventualmente ricalcando le immagini così catturate, similmente a quanto facevano in passato pittori come Canaletto, che utilizzavano questo strumento per dipingere con precisione edifici e paesaggi.
L'installazione combina interesse scientifico, fascino estetico – le proiezioni provenienti dall'esterno, già di per sé capovolte sopra-sotto e destra-sinistra in ragione delle leggi ottiche, sono di volta in volta deformate dalla giacitura dei pannelli con cui vengono intercettate – e alcune suggestioni simboliche e concettuali, dall'inversione del naturale rapporto che ci lega alla luce e all'oscurità (qui il buio diventa condizione necessaria alla percezione), al richiamo all'Allegoria della caverna di Platone, secondo cui la conoscenza del mondo avviene inizialmente attraverso le ombre, fievoli e non del tutto attendibili proiezioni della realtà stessa.
La superficie esterna del padiglione è completamente specchiante.
Se quindi la forma sfaccettata all'interno suggerisce una grotta nera, all'esterno ricorda una scheggia di cristallo; Truthehole scompare così nell'immagine frammentata dell'ambiente in cui è collocato. Dal punto di vista concettuale il buio interno rappresenta il risultato della completa riflessione da parte dell'involucro, che sottrae tutta la luce tranne quella che penetra attraverso i fori stenopeici: una porzione infinitamente piccola che contiene in sé l'infinitamente grande del mondo esterno.
Truthehole è costruito con pannelli stratificati alluminio-polietilene-alluminio, dello spessore di 4 mm, che piegati sui quattro lati si comportano come scocche rigide; tali elementi assemblati insieme costituiscono un involucro autoportante.
Il padiglione è dotato di un pavimento sopraelevato su piedistalli regolabili che assorbono le eventuali irregolarità del terreno.
Il progetto è di SPLACE e gli autori nostri concittadini Andrea Bosio, Antonio Lavarello e Giacomo Cassinelli
Testo di Antonio Lavarello
 

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